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Critica dell’integrazione sociale degli omosessuali

Critica del 1975 alla strada intrapresa dalla cultura omosessuale verso l’integrazione con la società borghese.

«Arcadie» (tra i primi giornali omosessuali) e i primi gruppi gay proponevano una morale omosessuale tesa all’accettazione da parte della società.

Al contrario l’accettazione, secondo l’autore, non deve passare per una morale di massa, bensì per una morale alternativa, che proponga le differenze a fondamento di una società nuova e giusta.

Il pregiudizio normalità = eterosessualità non va abbattuto perchè “fare dell’omosessuale un uomo ‘normale’ in questo sistema, è risolvere una contraddizione interna, poiché un uomo nomale non può essere omosessuale che perdendo nello steso tempo la qualità di omosessuale”.

La critica è indubbiamente interessante, ma è opportuno chiedersi quanto a ragione Arcadie, e i primi gruppi gay, chiedessero agli omosessuali “contegno corretto nelle toilettes” e attenzione a eccentricità, conversazioni e abbigliamento. Queste richieste volevano portare il gay ad essere considerato una persone “dignitosa”. Negli anni Sessanta questa strategia di lotta ha dato i suoi frutti, e non poteva andare altrimenti. (pubblicato originariamente in culturagay.it)

Critica dell’integrazione sociale degli omosessuali

Autore: Michel van Helzie Bouhy
Edizione: Roma, O-MPO, 1999

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