World Pride 2000, il mondo ci guarda

Stanno suscitando notevole interesse all’estero le prese di posizione contro il World Pride del Governo Italiano, del Comune di Roma e del Vaticano.

Roma è nell’occhio del ciclone e le dichiarazioni di solidarietà giungono giornalmente agli organizzatori del Pride. Impossibile sarebbe riportare tutto ciò che all’estero si scrive rispetto alla manifestazione, ma è utile sondare gli umori di oltre confine.

I francesi sono arrabbiatissimi con il Vaticano. “Tetu” dice “Monsignor William Levada ha inviato al Vaticano un video di tre ore sul World Gay Pride di San Francisco del 1998 per provare il carattere ‘blasfemo’ della manifestazione”. Il filmato è stato trasmesso da Rai 1…il Vaticano ha già chiesto alle autorità italiane di rimandare il Pride. Il Vaticano non ha precisato se noi possiamo inviare loro i nostri ultimi filmati delle vacanze”.

Per l’Inghilterra si esprime a favore degli omosessuali la Chiesa Anglicana. Uno dei più anziani Vescovi Richard Harries attacca i pregiudizi della chiesa cattolica dalle pagine del “Times”: “Gli omosessuali non sono diversi dagli eterosessuali agli occhi di Dio e non dovrebbero essere condannati per questo…ci sono sempre state persone attratte da altri del proprio sesso, in ogni tempo e in ogni cultura” e lo dice sulla base della lettura della Bibbia.

Gli americani sono stupiti delle dichiarazioni poco politically-correct del sindaco di sinistra (?) Rutelli. “Advocate” il mensile gay americano riporta questa illuminante dichiarazione dell’ambiguo figuro: “ Pensare che gli omosessuali passino davanti alla Madonna di Loreto…con la benedizione del Consiglio comunale, potrebbe offendere molte persone compreso il vecchio papa”.

Al Gore contattato da numerose associazioni cattoliche italiane che gli chiedevano di ritirare gli auguri per una buona riuscita del Pride esposti ai gruppi gay italiani dice: “rimane la mia promessa di promuovere uguale protezione legale per ogni cittadino e in opposizione ad ogni forma di discriminazione. Sono pronto a garantire che omosessuali e lesbiche americane parteciperanno insieme al mondo uniti per raggiungere quel traguardo importante per tutti”.
Insomma il mondo di guarda… sapremo stupirlo con un pride come si deve?

Stefano Bolognini ⋅

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