Pornotax, la parola ai sex shop

Sexshop

Frank Semenzi: sei proprietario di due sexy-shop gay. La Pornotax ha aggiunto un’addizionale del 25% di tasse sul materiale che vendi. Cosa ne pensi?

È una ruberia bella e buona. C’è già il bollino SIAE, i diritti, l’IVA… Non sapevano più cosa inventare e hanno pensato bene di svuotare le tasche a presunti “immorali”.

La vendita di materiale pornografico è illegale, ma tollerata, in Italia. Hai mai subito vessazioni?

È tollerata, ma non legalizzata al 100%. Non esiste una legge che indichi che si possa vendere. Le licenze, ad esempio, vengono rilasciate in modo ambiguo a seconda dei Comuni. Rispetto alle vessazioni… mah… sai… è una matassa molto difficile da sbrogliare…

La pornografia, a tuo parere, è ancora ritenuta immorale nel nostro Paese?

Per me, evidentemente, non è immorale. Al contrario, aiuta psicologicamente molte persone a superare tabù. Ho venduto per anni pornografia e, per assurdo, una videocassetta porno può essere un ottimo psicologo.

Nel nostro Paese molti si avvicinano ancora alla pornografia come a qualcosa d’immorale e peccaminoso, con un forte senso di colpa. È la Chiesa che la vieta, ma è la Chiesa, non la pornografia, ad essere immorale.

Pubblicato originariamente in “Pride”, n. 79, gennaio 2006.