
da “Pride”, settembre 2012 – “Io sono favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso, ognuno deve poter amare chi crede e vivere la propria vita con lui o con lei tutelato dalla legge”. Il limpido “sì” con cui Beppe Grillo ha rotto ogni indugio sui diritti alle coppie gay e lesbiche è piombato nel dibattito pubblico in piena estate.
Ed è un sì che chiarisce una volta per tutte i dubbi sul percorso non proprio lineare del “guru” del Movimento 5 Stelle riguardo all’omosessualità, a partire dalla dichiarazione “ironica”, ma dal sapore vagamente omofobo, “At salut buson” (“ti saluto culattone”) rivolta l’anno scorso a Nichi Vendola. Peggio, secondo quanto riportato da Vladimir Luxuria, il leader dei grillini durante uno spettacolo se ne sarebbe uscito con un infelice: “Ma che fine faremo, ora che anche Rifondazione candida un travestito?”. Oppure, nel 2005, incontrando i militanti del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli di Roma, che ospitavano un gruppo di “Amici di Beppe Grillo” (le prime cellule di quello che diventerà il Movimento 5 Stelle), senza fare alcun riferimento alle tematiche LGBT. Insomma, un po’ poco fin qui, se si fa eccezione per la sua vicinanza all’associazionismo per la lotta all’AIDS con spettacoli in beneficenza per la LILA (Lega Italiana Lotta AIDS) [La LILA mi invia su questo una smentita secca, si veda la nota in calce all’articolo, ndr.].
Così, un po’ inaspettatamente, i 5 Stelle sembrerebbero aver aggiunto una sesta stella, quella dei diritti, alle cinque (acqua, trasporti, sviluppo, connettività e ambiente) con le quali si sono presentati come una ventata di novità nell’agone politico. Ma il condizionale è d’obbligo: il movimento ha un programma politico in costante elaborazione e non è detto che le parole del leader morale si traducano in impegni politici futuri. Certo è che sono un avanzato punto di partenza per il dibattito, ma allo stesso modo il movimento è apparso un po’ impreparato al balzo in avanti di Beppe Grillo.
Sul blog del movimento sono arrivati migliaia di commenti. Dal “Vai, Beppe, sei sulla strada giusta” al “non sono d’accordo sui matrimoni gay e unioni di fatto, non sono bacchettone ma per me la coppia è fatta ancora da uomo e donna”. C’è spazio davvero per tutti: dalla sana laicità di Viviana di Bologna, che sostiene che “coloro che difendono una presunta famiglia privilegiata negando i diritti ad altre unioni emarginate dovrebbero pensare che i principi a cui si appellano (famiglia naturale, figli ecc.) sono ridicoli e senza senso”, fino allo sberleffo “non sono gay ma lo diventerei per far dispetto al PD”. C’è chi dice che “bisogna consentire ai gay di sposarsi se lo vogliono, una coppia gay non toglie nulla a una coppia eterosessuale e a nessun altro. Purtroppo siamo un paese sessuofobico ancor prima che omofobo e clerico-fascista”. E c’è chi, meno analitico, domanda a bruciapelo: “Ma voi fareste adottare un bambino da una coppia di trans?”.
C’è poi chi si ferma in mezzo al guado, come Roberto: “Non riesco a capire. Ci sono famiglie che si ammazzano tra di loro, che divorziano, che si odiano. Se nel mondo c’è un po’ d’amore, perché non può essere riconosciuto? A me dà fastidio vedere due uomini che si baciano (pensiero mio e puramente personale), però allo stesso tempo mi fa piacere che qualcuno voglia bene a qualcun altro”. Anche Luana tentenna un po’: “Libertà e pieni diritti ai gay, anche se farei un pensierino per le adozioni”. E c’è pure l’omofobia brutale di Adriano: “Ma che ce frega dei gay, se lo infilino dove vogliono, qui ci stanno a schiavizzare e discutiamo sui diritti dei gay, ma siamo tutti fuori di melone?”.
È impossibile rendere conto dell’enorme dibattito (che non riguarda nello specifico solo i militanti del movimento) ed è inutile cercare tra tante parole quali saranno gli orientamenti politici futuri.
Meglio guardare tra le stelle. E non serve un telescopio per rintracciare elementi che indicano che chi lavora direttamente per il movimento (e si candiderà) è orientato a risolvere positivamente la questione omosessuale.
Già nel 2008, ad esempio, gli Amici di Beppe Grillo erano presenti al Pride romano, e anno dopo anno il movimento non mostra alcun imbarazzo nell’aderire e partecipare alla manifestazione. A Milano i 5 Stelle difendevano persino, nel 2011, il colore della manifestazione e il suo “valore sociale, civile ma anche educativo”. Un po’ più contorte, anche se ben intenzionate, paiono le motivazioni addotte per l’adesione a quello di Palermo di quest’anno: “Bisogna purtroppo sfatare un principale mito: non esiste la normalità”; “la tutela giuridica deve andare al di là di ogni perbenismo estetico”; “il fatto che si rivendichi un ‘orgoglio’ (pride) è legato al motivo che si è orgogliosi di ciò che si è, non perché ci si senta migliori di”.
Sui diritti in genere è poi decisamente innovativo l’approccio dei 5 Stelle del Piemonte, dove l’anno scorso è iniziato il progetto “Equal”, che ha lavorato a stretto contatto con il Coordinamento Torino Pride. Dejanira Piras, referente del progetto, spiega: “Alle 5 Stelle ne manca una, quella di donne e diritti e delle pari opportunità. Ho proposto di iniziare un percorso sulle pari opportunità con le liste civiche e di scrivere un testo di legge regionale per riformare gli organismi di parità. Così è nato Equal”.
Quella che è a tutti gli effetti una “scuola di partito” lavora su obiettivi concreti. “Dopo aver realizzato, tra febbraio e aprile 2012, cinque serate sull’orientamento sessuale e sulle tematiche GLBT, abbiamo deciso di proporre a tutte le liste civiche piemontesi due delibere su testamento biologico e unioni civili. Dopo la formazione e ulteriore dibattito interno, se piaceranno, si tradurranno in impegno concreto delle nostre liste. Sulle unioni hanno detto sì quasi tutte le liste, stiamo lavorando per ottenere un sì di tutti!”. “C’è apertura mentale dalle nostre parti”, continua. “Un sondaggio, realizzato con Stefano Basaglia (Università di Bergamo) e rivolto a tutti gli attivisti 5 Stelle piemontesi, ci dice che il 77% è favorevole al matrimonio gay, l’87% alle unioni civili e l’84% a una legge contro l’omofobia. C’è anche un 9,8% di omosessuali nel partito”.
Giovanni Caponetto, presidente del Coordinamento Torino Pride, conferma le ricadute positive dell’iniziativa. Mentre “Equal” sbarcherà a breve in Calabria, i 5 Stelle dell’Emilia-Romagna aderiscono al Manifesto della Rete Laica in difesa dei diritti civili, e quelli lombardi ospitano sul loro sito un’intervista a Paolo Patanè, presidente di Arcigay.
In tutte queste aperture stonano le dichiarazioni contrarie al matrimonio di un esponente sardo del movimento, Francesco Perra: “Il matrimonio è sempre stato tra uomo e donna. Non sono contrario alle unioni. Il problema è: perché il matrimonio, che riguarda l’uomo e la donna? Come fai a istituirlo per persone dello stesso sesso? Allora ci potremmo sposare anche in tre o con il nostro animale”.
Immediatamente il movimento della Sardegna ha preso le distanze da Perra e lo ha addirittura espulso: “Le dichiarazioni sono contrarie allo spirito del Movimento e lesive della sensibilità dei suoi attivisti. Inoltre lo stesso sig. Perra non è autorizzato a rilasciare dichiarazioni a nome del Movimento stesso”.
Insomma, i 5 Stelle per ora brillano, ma solo nei prossimi mesi potranno dimostrare di essere davvero luminosi, e non solo una fausta cometa di passaggio.
La LILA: mai avuto rapporti con Beppe Grillo
Gentile Stefano Bolognini,
scrivo in qualità di ufficio stampa della LILA – Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS – per chiederle di rettificare un’affermazione contenuta nel suo post “La sesta stella”, recentemente pubblicato sul blog Omosofia e su “Pride” di settembre.
Il passaggio in questione, relativo a Beppe Grillo e ai suoi rapporti con il mondo omosessuale, recita:
“Insomma un po’ poco fin qui, se si fa eccezione per la sua vicinanza all’associazionismo per la lotta all’Aids con spettacoli in beneficenza per la Lila (Lega italiana lotta Aids)”.
Tale affermazione non corrisponde al vero e non comprendiamo da dove possa essere stata ricavata. Gli unici rapporti intercorsi tra la nostra associazione e Beppe Grillo risalgono allo scorso maggio, quando gli abbiamo indirizzato una lettera aperta, rimasta peraltro senza risposta, nonostante l’attenzione mediatica che ha suscitato. La lettera, pubblicata anche sul nostro sito www.lila.it, è consultabile al seguente indirizzo: http://www.lila.it/doc/documentazione/2012_05%20GRILLO_%20lettera.pdf
Dato il contenuto della stessa, comprenderà che la questione è delicata. Confidiamo quindi nella sua attenzione e nella relativa rettifica.
Restiamo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.
In attesa di riscontro, porgo cordiali saluti.
Valentina Avon
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Ufficio Stampa Lila | Valentina Avon
Gentile Valentina Avon,
l’informazione da me riportata è stata ricavata dal vostro stesso sito, al seguente link:
http://www.lila.it/doc/com%20stampa%202005%20pdf/com%20stampa%20grillo%2017.02.05.pdf
In quel documento è presente un comunicato che attesta un rapporto intercorrente tra la vostra associazione e Beppe Grillo, relativo a un’asta online di beneficenza a favore della LILA.
Il comunicato, come risulta anche da ulteriori fonti, tra cui:
http://sotterranei.altervista.org/asta_lila.htm
sarebbe stato inoltre diffuso dalle agenzie di stampa nel febbraio 2005.
Preciso comunque che ho formulato in modo impreciso la mia affermazione iniziale: non si trattò di spettacoli di beneficenza tenuti da Beppe Grillo a favore della LILA, bensì di un’iniziativa promossa dalla LILA che includeva la messa a disposizione di due posti per uno spettacolo del comico.
Resto tuttavia convinto della necessità del vostro richiamo, affinché Beppe Grillo chiarisca o rettifichi le dichiarazioni da voi contestate in materia di HIV/AIDS.
Distinti saluti,
Stefano Bolognini