
Per la prima volta saranno in mostra a Brescia alcuni celebri scatti del fotografo Giovanbattista Brambilla grazie ad un’iniziativa dell’associazione culturale ReArte.
“Bisogna acchiappare al volo ‘l’essenza’ della persona che hai davanti, cioè devo fissare il suo ‘meglio’, che è quasi sempre un attimo passeggero. […] Preferisco giocare con la malizia degli sguardi, se poi il modello è nudo tanto meglio”. Questo è, in sintesi, ciò che vorrebbe esprimere nei suoi scatti Giovanbattista Brambilla.
“In tutte le sue foto aleggia un’atmosfera di grande rilassatezza e naturalezza”, spiega Giovanni Dall’Orto, direttore di Pride, nel dicembre 2002. “Quello di Brambilla – aggiunge – è un tributo esplicito al grande Bruce Weber, ma l’aria che si respira è personale: c’è una vena insolita di romanticismo, di sogno, di stupore di fronte alla bellezza e alla dolcezza”.
Ancora Gay Times, mensile gay inglese, nel 1997 spiegava il lavoro del fotografo: “Evocative rather than explicit, le immagini di bellissimi modelli dilettanti catturano momenti di lieve ed imbarazzato esibizionismo e deliziose ed inconsce espressioni di gioia”. Eleonora Del Vecchio, della rivista Blue, ben riassume i due pareri sostenendo, a ragione, nel maggio 2002, che Brambilla cattura “l’Eros vulnerabile” dei suoi modelli.
Brambilla, pur esprimendo notevole modernità, è il fotografo di nudo maschile che ha raccolto l’eredità di celebri fotografi gay che lavorarono in Italia in passato, come Von Gloeden e Tony Patrioli. La sua opera è una sintesi dotta di ciò che ha segnato il gusto e i sogni gay negli ultimi cent’anni. Il suo lavoro è pubblicato su decine di copertine e servizi sia in Italia che all’estero. Nel 2000 gli è stato conferito il premio “Kodak” agli “Indelebili” per una foto al Gay Pride di Roma. Vederlo esposto a Brescia, città poco avvezza alle mostre di nudo, è un’occasione rara.
Istantanea-Mente
Foto di Giovanbattista Brambilla
Presso Re Desiderio, Vicolo lungo 11, Brescia. Apertura 21–1. Chiuso il lunedì. Ingresso libero.
Pubblicato originariamente in Cool, febbraio 2004.