Testo che raccoglie le lezioni tenute al Politecnico del Commercio di Milano tra il 1973 e il 1974 da numerosi docenti universitari rivolte a futuri educatori. È particolarmente interessante perché pubblica le relazioni dei sessuologi del C.I.S. (Centro Italiano di Sessuologia), che nel 1972 organizzò a Sanremo un congresso sulle cosiddette “deviazioni sessuali”, interrotto da un gruppo di attivisti gay: la prima protesta pubblica del movimento omosessuale italiano.
L’evento è ricordato a p. 24 dal dott. Santori: «Sul tema delle deviazioni sessuali il nostro Centro (Santori era allora presidente, N.d.R.) ha promosso un congresso internazionale che ha avuto un notevole successo». Lo stesso autore riprende il tema a p. 502: «Si può in qualche modo curare l’omosessualità? Questo è un altro degli argomenti affrontati al congresso di Sanremo, che è stato particolarmente preso di mira: c’era anche un cartello dove si leggeva: “Psichiatri, curatevi voi!”».
Il volume contiene inoltre il saggio di Santori, intitolato Comportamenti devianti della sessualità umana (p. 497), che non si distingue per obiettività. A proposito delle ricerche nel campo della sessualità, l’autore sostiene, ad esempio, che gli omosessuali «conducono anche i loro amici» da chi studia la sessualità perché si sentono «emarginati e malgiudicati» e che, pertanto, le ricerche statistiche non sarebbero da considerare attendibili.
Lo studioso propone poi tre possibili metodi di cura dell’omosessualità: «un intervento di tipo neurologico circoscritto a limitate zone dell’ipotalamo»; la «terapia dei riflessi condizionati», che consiste nel proiettare alternativamente immagini di tipo omo ed eterosessuale. Durante la proiezione delle prime si fa giungere al paziente una piccola scarica elettrica; «via via che il trattamento procede, (le immagini eterosessuali, N.d.R.) gli divengono sempre più gradite»; infine, l’ipnosi.
L’omosessualità è presente anche, più indirettamente, negli altri saggi dedicati all’educazione sessuale dei giovani. In linea generale, viene considerata un tema da evitare o da trattare in termini fortemente negativi. A p. 334 del volume si legge: «Certi film, certi giornali sono in gran parte responsabili dei comportamenti devianti, come anche certi autori i quali, non avendo saputo fare all’amore con la propria compagna (in neretto nel testo, N.d.R.), vanno alla ricerca di sensazioni diverse e poi naturalmente scrivono su queste esperienze».
A p. 437 si trova invece il seguente passaggio: «Premetto che l’accettazione del proprio sesso è una delle mete più importanti anche nell’educazione dei maschi, ma soprattutto in quella delle femmine. (…) L’anno scorso scrissi alla lavagna queste domande, alle quali i bambini dovevano rispondere: “Sei contento di essere nato maschio/femmina? Perché? Vorresti o no cambiare sesso? Perché?”. Quando mi resi conto che tutti e venticinque avevano asserito di essere contenti del loro sesso, mi parve di aver raggiunto una meta importantissima».
Gli articoli affrontano anche temi quali la masturbazione, la prostituzione e la sessualità in generale. È evidente il taglio cattolico che caratterizza l’insieme degli scritti.
Pubblicato originariamente in culturagay.it.
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Educazione alla sessualità
Autore: AA.VV.
Edizione: Istituto La Casa, 1976