da Gay.it, 9 agosto 2003 – Tutti i media hanno dato ampio spazio alla bieca omofobia del signor Joseph Ratzinger nel documento Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali. Così, annoiati, leggiamo per l’ennesima volta che l’omosessualità sarebbe “gravemente immorale”, le coppie gay sarebbero “nocive per il retto sviluppo della società umana” e “gli atti omosessuali” non sarebbero “il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale”. L’informazione si dimentica spesso di dare spazio a coloro che, al contrario, parlano favorevolmente di noi. Suppliamo alla carenza citando premi Nobel, registi, cantanti, attori, soubrette che hanno idee opposte, ma meno spazio sulla stampa di Ratzinger sull’omosessualità. Incominciamo dai big con il Parlamento Europeo e la sua risoluzione A3 0028 del 1994 nella quale “chiede che si ponga termine alla disparità di trattamento delle persone con orientamento omosessuale nelle norme giuridiche e amministrative concernenti la previdenza sociale, nelle prestazioni sociali, nel diritto di adozione, nel diritto successorio e in quello delle abitazioni nonché nel diritto penale e in tutte le relative disposizioni di legge”. Favorevoli alla proposta la maggioranza dei quasi 700 parlamentari che rappresentano i paesi membri dell’Unione Europea che presumibilmente appaiono più rappresentativi di un cardinale omofobo qualunque.
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Klaus Mann, Omosessualità e fascismo in Gabriele Lenzi, Klaus Mann: il romanzo di un’utopia, Quaderni di critica omosessuale, il Cassero, Bologna 1990.