Recensione di “Una famiglia normale. Come abbiamo disinnescato la bomba gay” di Giovanni Dall’Orto – Pier Magazine – 2008
Cosa accade alla famiglia quando un figlio dichiara la propria omosessualità? Lo potrete scoprire l’8 novembre prossimo, alla presentazione presso la libreria “Pier Pour Hom” di due novità editoriali: Una famiglia normale e Due volte genitori, un libro e un film, che alla domanda rispondono in modo incoraggiante e positivo.
Mentre i politici (e sacerdoti) cincischiano su fantomatiche “famiglie tradizionali” nelle quali poi non vivono neppure loro, la famiglia italiana è profondamente cambiata e accetta molto più facilmente di loro l’omosessualità dei figli e figlie “diversi”.
Lo dimostrano proprio questi due lavori, che hanno entrambi il desiderio di “fotografare” la realtà italiana quale essa è oggi, e non quale la propaganda antigay vorrebbe che fosse. Una realtà che racconta a sorpresa le infinite strade (a volte spericolate e divertenti) nell’accettazione – non sempre facilissima – di padri e madri. E non solo loro.
Il libro Una famiglia normale (Sonda, 11 euro) è opera di Stefano Bolognini, giornalista di diverse testate gay, ed è il primo ritratto mai pubblicato di una famiglia italiana alle prese con la tematica gay.
Bolognini ha intervistato i suoi (mamma, papà di destra, nonna ottantenne berlusconiana, fratello e cugino e rispettive compagne, zia cattolica, fidanzato e “suocera”) mantenendo il giusto distacco di giornalista, vale a dire senza scadere in melensi volemosebbene “politicamente corretti”: i famigliari le loro critiche da fare ai suoi comportamenti e alle sue scelte le hanno… e le fanno.
Ai suoi famigliari Bolognini ha chiesto di ripercorrere il cammino di accettazione dell’omosessualità, che per suo padre è stato più un cammino di “rassegnazione”.
Da una famiglia assolutamente come tante (qui non c’è neppure l’alibi della “famiglia-di-sinistra-che-è-per-quello-che-ti-ha-accettato”) emerge una “storia italiana contemporanea ed anche un manuale sul coming out” come la definisce Maria Laura Rodotà in una divertita introduzione.
Le interviste danno vita a un’inchiesta fresca e spesso toccante, che consente di entrare direttamente fra le pareti domestiche e gettare luce sugli affetti, che sono il motivo più importante per superare i pregiudizi, quando si è messi di fronte a un figlio o a una figlia gay.
Bolognini dimostra che la famiglia accetta il figlio omosessuale (e il padre finisce poi per comprare i dolci preferiti dal fidanzato del figlio quando è ospite a cena, mentre la zia cattolica in difesa del nipote se ne esce con dichiarazioni dal forte profumo di eresia sul rapporto tra chiesa e omosessualità) a patto però che il figlio sia disposto a confrontarsi, discutere le proprie scelte, e soprattutto motivarle. In altre parole, a patto che sia a sua volta disposto a “educare” da grande la famiglia che lo ha educato da piccolo.
Come spiega la sociologa Chiara Bertone in un saggio che completa il lavoro, “Il mosaico che ci presenta questo libro ha molti dei tasselli che ritroviamo nelle (poche) ricerche che hanno dato voce direttamente ai familiari… Disponibilità a mettersi in discussione, a cambiare opinione, ad “accettare” percorsi di vita sempre più differenziati: l’immagine complessiva sembra quella di una grande apertura della famiglia”.
Il quadro di una famiglia italiana molto più dinamica, dialettica, e in evoluzione di quanto si pensi di solito, emerge anche da un video che ha chiesto ai genitori stessi cosa abbia significato per loro sapre dell’omosessualità di figli e figlie.
Due volte genitori, di Claudio Cipelletti, filmaker milanese, è stato prodotto da Agedo, l’associazione dei genitori e parenti di persone lgbt, avvalendosi della consulenza di Lucia Bonuccelli e di Francesco Pivetta. È il seguito e il complemento ideale di Nessuno uguale, il film girato dallo stesso regista per la stessa associazione dando la voce ai figli.
Questa volta la parola è invece ai genitori, in un film di 90 minuti che ha per protagonisti mamme e papà che han dovuto “diventare genitori per due volte”, perché con la dichiarazione di omosessualità del figlio o della figlia il genitore deve riadattare il suo ruolo o ricominciare in una prospettiva nuova.
“Ho scoperto”, spiega Cipelletti, “un universo inaspettato, complesso, di grande fragilità. Il primo pensiero, quando entrai in un gruppo di genitori che condividevano la loro storia dopo il coming out dei figli, fu che erano come noi: soli, emozionati, schiacciati dal giudizio della società, ma forse più smarriti”.
In un’alternanza di accenti del nord e del sud (sono davvero molti, nel film, i genitori di gay che si raccontano), tra affetti, emozioni e paure, è raccontata una storia di sofferenza comune, ma che si è risolta con una crescita familiare che per alcuni di loro arriva alla partecipazione ai Gay pride, dove il carro di Agedo ogni anno è sommerso di ovazioni entusiastiche.
“È un concentrato di emozioni”, spiega Rita De Santis, presidente di Agedo. “Ci sono momenti forti, e fa riflettere. È un video splendido. L’ho mostrato a un padre che non ha figli omosessuali. È rimasto sconvolto e ha detto: ‘Non avevo mai valutato lo sforzo e la volontà che ci vuole per portare alla luce affetti che non devono più essere nascosti’”.
Questi due lavori sono davvero per tutti: per mamme e papà impensieriti dalla possibile omosessualità di un figlio, per amici e parenti che vogliono approfondire la realtà gay, per l’omosessuale visibile (perché è commuovente rivivere con gli occhi di altri il proprio coming out).
Sono poi utili strumenti per gli omosessuali ancora invisibili, perché nelle pagine di questo libro e/o nei fotogrammi del film si possono trovare il coraggio e utili strumenti per affrontare finalmente i propri affetti.
Anche perché “è stato meglio saperlo”, e lo dice la mamma di Bolognini, una mamma di gay tra tante. Oppure perché, e lo dice nel video un padre di gay fra tanti: “Siamo fortunati perché sappiamo dell’omosessualità dei nostri figli. Altri non sanno nulla e i figli credono di non poterlo dire. Quello di non sapere nulla dei figli per un genitore è un prezzo terribile da pagare”.
Chissà, forse un’idea per il regalo per il prossimo Natale a questo punto potreste averla…
La presentazione-dibattito avrà luogo a partire sabato 8 novembre alle ore 17 presso “Pier Pour Hom”, viale Gorizia 14, Milano (tel. 02 89075230, orario pomeridiano).
Saranno presenti Stefano Bolognini, autore del libro, e Rita De Santi e Paola Dell’Orto, attuale e precedente presidenti di Agedo.