Le Camere, dopo più di un mese di vacanza-tregua, riaprono i battenti. Che autunno attende la comunità glbt?
In agenda ci sono i grandi temi della politica: finanziaria, pensioni, legge elettorale, e, sullo sfondo, la costituzione del partito democratico, che scompaginerà completamente lo scacchiere politico.
A Camere chiuse la mobilitazione permanete per diritti e pari dignità della militanza gay, annunciata nel gennaio scorso, non ha avuto battute di tregua con numerose manifestazioni (ben quattro contro diversi sindaci omofobi) e decine di interventi su casi nazionali ed internazionali.
La pressione continuerà ad essere alta: il 16 settembre prossimo si protesterà a Napoli per alcune aggressioni a danni di omosessuali, il 20 settembre, anniversario della breccia di Porta Pia, la militanza gay potrebbe decidere di scendere in piazza a Roma e il 20 ottobre è annunciato un family day di sinistra.
La questione omosessuale (insieme ai grandi temi della laicità : testamento biologico e legge 194) “cova sotto la cenereâ€, pronta ad infiammare cronache ed animi, per un ottimista Franco Grillini, di Sinistra democratica: “Sarà un autunno densissimo, e saremo al centro della vicenda politica anche perché le gerarchie ecclesiastiche hanno acceso i riflettori su eutanasia ed aborto, grandi temi, insieme al pacchetto dei diritti gay, che hanno a che vedere con la laicità .
Il silenzio su diritti civili, tema totalmente assente nelle primarie del Partito democratico, è solo temporaneo…â€.
Ci attendono ancora molte parole e grandi dibattiti ideologici allora… “I CUS sono in discussione in Senato – smentisce Grillini -, e Cesare Salvi ha promesso un voto in autunno.
Con il voto assisteremo ad una svolta sia nell’atteggiamento degli omosessuali verso i partiti sia nella nostra azione politica dei prossimi anni. Alla Camera arriverà poi il pacchetto antiviolenza e vedremo, anche qui, se, come ha chiesto la Ministra Barbara Pollastrini in Consiglio dei ministri, avrà una corsia preferenziale o se si arenerà in qualche commissione. Noi lo marchiamo a vistaâ€.
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È delusa Titti De Simone, deputata di Rifondazione Comunista ed ex presidente di Arcilesbica “La delusione è molta e il pride di quest’anno l’ha dimostrato… Sono meno ottimista di Grillini, il clima è teso e siamo in una fase terribile di attacco alla laicità e di ritorno alle tendenze autoritarie. È assolutamente necessaria una ripresa della mobilitazione socialeâ€. L’appuntamento, “un monito anche per le unioni civili, ed un richiamo al programma dell’Unioneâ€, sarà per con il family day di sinistra del 20 ottobre, come ricorda Vladimir Luxuria che richiama all’approvazione di una legge sulle unioni civili “anche a maggioranze trasversali, ma con dei paletti precisi, che sancisca che lo Stato si deve vergognare delle guerre e non dell’affetto e dell’amore tra due personeâ€.
È molto pessimista, al contrario, il neodichiarato bisex Daniele Capezzone, della Rosa nel Pugno: “Mi pare che il clima sia negativo, devastante, ed è inutile negarcelo. Ha sbagliato tutto il Governo, dimenticando le diverse proposte di legge sulle unioni civili per presentare un disegno al ribasso che ora è in Senato su un binario morto. Parliamoci chiaro davvero qualcuno pensa che sia facile approvare un provvedimento al Senato? Il primo responsabile è Romano Prodi e condivide responsabilità con tutti i leader della maggioranza. Mi auguro che sulle unioni civili si ricominci con un a collaborazione dei liberali di centro-destra, e penso ad Alfredo Biondiâ€.
Senato scoglio impossibile? Gianpaolo Silvestri, senatore dei Verdi tra i fondatori di Arcigay, è possibilista: “In autunno ci sarà la finanziaria e non credo che si troveranno grandi spazi per altre proposte. I CUS arriveranno probabilmente in aula a fine novembre, ma non so ancora che cosa voterò. La militanza deve fare ancora di più. Penso a proteste mirate. Dobbiamo chiedere tutto a tutti, a destra e a sinistra ed è assolutamente necessario incalzare Veltroni, sarà il probabile leader del maggior partito di centrosinistra, che cosa pensa delle unioni civili?â€.
Paola Concia ed Andrea Benedino, portavoci nazionali di gay left, si dicono decisi a sostenerlo e per le primarie del partito sono annunciate candidature gay illustri.
Ma torniamo al Senato con il centro-destra, privo di politici dichiarati in ambito parlamentare.
Nino Strano, senatore di Alleanza nazionale, del quale “La Repubblica†paventava “presunte simpatie omosessuali†, si fa portavoce di possibili maggioranze trasversali per i diritti civili: “La situazione dei diritti pare essersi impantanata per la marcia indietro della maggioranza, il centro della maggioranza ha puntato i piedi. L’opposizione non è favorevole a promulgare alcuna legge ma c’è un’ala liberale, che mi sento di rappresentare in pieno, che spinge su questa questione. Mi sembra assurdo che nel 2007 si stia ancora a parlare di diritti civili che non sono altro che diritti umani. Se il contenitore devono essere i Dico, i Cus o altro facciamoli in fretta, siamo l’ultimo vagone dell’Europa…â€. (Pubblicato in Gay.it, settembre 2007)