Nessuna cura per l’omosessualità

L’associazione degli psichiatri americani (APA) ha cancellato dal programma del suo convegno annuale il dibattito sulla possibilità di “curare” gli omosessuali. La cancellazione è avvenuta su richiesta di due scienziati convinti che il tema avesse troppe implicazioni politiche e ideologiche e che, altrimenti, non avrebbero partecipato ai lavori.

La storia conta innumerevoli tentativi di “cura” dei gay, tra i quali: la castrazione, la preghiera, duro allenamento ed esercizi fisici, terapie fantasiose a base di LSD, scosse elettriche, ormoni e chi più ne ha più ne metta.

L’organizzatore del convegno, Robert Spitzer, fu lo psichiatra che nel 1973 convinse l’APA a togliere l’omosessualità dalla lista dei disturbi mentali, sicuro che: “Non c’è niente che provi che le preferenze sessuali possano essere cambiate con una terapia. Ci sono solo aneddoti, raccontati per lo più dai terapisti. Non è una prova scientifica”. In ogni caso, “solo la ricerca e lo scambio di informazioni tra gli specialisti può stabilire se ciò sia o meno possibile”.

Le proteste dei cattolici in merito all’annullamento non si sono fatte attendere.

Un dirigente del gruppo di cristiani “Exodus” ha dichiarato di essere un omosessuale che, dopo la terapia, ha scelto l’eterosessualità: “Faccio parte di un gruppo sociale poco visibile ma numeroso. Una volta ero gay, ma oggi sono eterosessuale, qualcosa che per l’APA non esiste”, e aggiunge di essere stato a lungo un travestito, ma di avere oggi due figli con un’ex lesbica.

L’LSD, nel suo caso, ma solo nel suo caso, avrebbe funzionato.

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